Definizione e Obiettivi - Mediatore in Famiglia

dott. Fabio Malandruccolo
Mediatore in famiglia
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Definizione e obiettivi della mediazione familiare

 La Mediazione familiare in materia di divorzio o di separazione personale fra coniugi o in caso di rottura del rapporto fra conviventi è un’attività in cui un terzo, professionista qualificato, neutrale, indipendente ed equidistante dalle parti, denominato <<mediatore familiare>> è sollecitato dalle stesse al fine di aiutarle, nella garanzia del segreto professionale e in un contesto strutturato, autonomo rispetto all’ambiente giudiziario, a riorganizzare le relazioni tra esse a seguito della chiusura del rapporto di coniugio o di convivenza, nel rispetto della normativa in materia.

L’attività di mediazione familiare rappresenta una risorsa particolarmente efficace  per gestire la fasi della separazione, del divorzio e quelle di crisi  della coppia , nonchè i rapporti genitori  figli e gli accordi di divisione dei beni.
 
Essa si qualifica come un’attività in cui un terzo, professionista qualificato, neutrale, indipendente ed equidistante dalle parti, denominato “mediatore familiare” è sollecitato dalle stesse al fine di aiutarle, nella garanzia del segreto professionale e in un contesto strutturato, autonomo rispetto all’ambiente giudiziario, a riorganizzare le relazioni tra esse a seguito di una crisi di coppia o della chiusura del rapporto di coniugio o di convivenza, nel rispetto della normativa in materia.

Con la mediazione familiare si intende superare la logica vincitore/perdente che è tipica del processo in caso di separazione giudiziale, superando la logica di vincitore e perdente e consentendo agli interessati di:
 
  • giungere ad accordi  di separazione o di divorzio  condivisi e rispettosi delle esigenze di entrambi gli interessati;
  • accordarsi sulle modifiche necessarie ai patti di separazione o divorzio già stabiliti;
  • risolvere le controversie sorte tra  genitori separati anche di tipo ;
  • contenere i costi di una separazione o di un divorzio o della cessazione di una convivenza, sia dal punto di vista psicologico che economico;
  • raggiungere  accordi durevoli, perché più condivisi e dunque più rispettati nel tempo, soddisfacenti per tutti i membri del nucleo familiare;
  • rimanere uniti nell’esercizio della funzione genitoriale per la crescita sana ed equilibrata dei figli;
  • non rendere patologico il divorzio, per  poterlo vedere anche come un’opportunità di crescita e di cambiamento per tutti i membri del nucleo familiare;
  • risparmiare  tempo e di soldi rispetto alla via giudiziaria;
  • tutelare principalmente e più efficacemente i bisogni e gli interessi  dei minori.

                 
Il mediatore accoglie la sofferenza personale che accompagna il processo di separazione di una coppia e lavora per ristabilire un dialogo costruttivo tra di loro, per il  superamento, in termini evolutivi, del conflitto distruttivo, in funzione, soprattutto,  di una responsabilità condivisa dell’esercizio delle funzioni genitoriali.
 
Il mediatore è quindi una figura professionale terza, imparziale e con una formazione specifica che interviene nei casi di cessazione di un rapporto di coppia costituita di fatto o di diritto, prima, durante o dopo l’evento separativo.
 
Egli non formula giudizi, diagnosi, consulenze legali, pedagogiche e psicologiche e, sollecitato dalle parti, si adopera per la gestione autodeterminata dei conflitti parentali e la riorganizzazione delle relazioni familiari, nella garanzia del segreto professionale ed in autonomia del procedimento giudiziario, affinchè le parti raggiungano personalmente, rispetto ai bisogni ed interessi da loro stessi definiti, su un piano di parità, in un ambiente neutrale, un accordo direttamente e responsabilmente negoziato, con particolare attenzione ai figli, ove presenti.

Il mediatore familiare, agisce nel rispetto delle reali necessità dei clienti e del codice del consumatore, attraverso il complesso delle specifiche conoscenze acquisite con la formazione e l’aggiornamento professionale continuo, nel rispetto degli aspetti etici e deontologici pertinenti.
 
L’idea di base nella mediazione familiare  è quella secondo la quale in caso di crisi o di rottura di un rapporto matrimoniale unione civile o convivenza, siano gli stessi interessati a definire un accordo senza un vincente ed un perdente, soprattutto in funzione della responsabilità genitoriale che deve essere lasciata ad entrambi i genitori, salvo i casi di sentenza motivata.
 
Il professionista, durante gli incontri, non interferisce con la sfera personale delle parti, mantenendosi da esse equidistante, non impone il proprio punto di vista, ma ascolta assertivamente, stimolando il dialogo sui motivi di disaccordo, principalmente nell’interesse dei figli.
Dr. Fabio Malandruccolo
  • consulente legale
  • mediatore familiare (Iscritto all’Associazione Italiana Mediatori Familiari)
  • consulente matrimoniale e di coppia
  • coordinatore genitoriale
  • mediatore scolastico

sito creato da Fabrizio Vitali
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